...

Tablet e smartphone sul comodino: sì o no?

Poco tempo fa, due psicologhe canadesi della Brock University di St. Catharines hanno condotto un esperimento. Hanno seguito 942 studenti, di cui circa 680 ragazze, per tutto il percorso di studi di tre anni, e hanno monitorato le loro abitudini per quanto riguardava l’uso della televisione e l’attività sui social network. Poi hanno combinato questi dati con i loro orari e i ritmi sonno-veglia. Visto che diverse ricerche hanno finora additato smartphone e compagnia come responsabili dell’insonnia, volevano vederci più chiaro. In particolare, si sono chieste, l’uso dei media è davvero causa dei disturbi del sonno, o può esserne soltanto una conseguenza?

Se non dormo, chatto. I risultati emersi dalla loro analisi, pubblicata su Journal of Sleep Research, propendono per la seconda ipotesi. Infatti, scrivono le psicologhe, “i disturbi del sonno sono predittivi di una maggiore quantità di tempo speso a guardare la tv o sui social network (anche a letto, ndr.), ma non viceversa. Contrariamente a quello che pensavamo, la durata del sonno non è influenzata dall’uso dei media”. Almeno su questa popolazione di giovani adulti.

Questione di display, emotività e corteccia cerebrale. Quindi possiamo dire che l’abitudine a navigare, chattare su Facebook e leggere news dal tablet o dallo smartphone prima di spegnere la luce del comodino non ha alcuna controindicazione per il nostro buon riposo notturno? “Non esattamente”, risponde Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno, “perché le variabili da esaminare sono davvero moltissime: tipo di schermo, tipo di luce emessa e tipo di tecnologia con cui vengono visualizzati i contenuti, tanto per fermarci a qualche caratteristica del mezzo. E poi bisogna considerare il tipo di attività che si svolge, se è di competizione o di amicizia: “In questi casi, i livelli di attivazione della corteccia cerebrale sono estremamente variabili”, spiega il medico.

Jet lag da telefonino. “È abbastanza chiaro infatti”, continua Peverini, “che l’uso intensivo prima di addormentarsi delle tecnologie non causa di per sé l’insonnia. L’affaticamento visivo, invece, può provocare l’attivazione di aree del cervello connesse con i centri del sonno e con l’ipotalamo, che modificando il rilascio di molecole e ormoni sono in grado di alterare il fisiologico ritmo sonno-veglia. Sappiamo anche che, se si usano troppo a lungo la sera gli schermi retroilluminati, si verifica lo stesso effetto del jet lag: non è certo una malattia, ma in una persona che ha già problemi ad addormentarsi, questa abitudine può acuire un disturbo del sonno. Non esistono, inoltre, studi scientifici che abbiano indagato quanto la tecnologia della retroilluminazione possa interferire – positivamente o negativamente – con le fasi del sonno: per esempio con il sonno REM, quello maggiormente correlato all’attività onirica. Vi è da prendere infine in considerazione, la velocità di aggiornamento della pagina, ovvero quante volte, in un secondo, l’immagine viene ridisegnata sullo schermo. O, ancora, la vicinanza del dispositivo al cervello, dal momento che l’attività elettromagnetica può svolgere un’azione sui neuroni”.

Un’ora senza social. Detto questo, concorda l’esperto, le tecnologie che facilitano la comunicazione sono assolutamente da promuovere e non vanno demonizzate. È però necessario ricordare che la qualità dell’immagine sembra cruciale nel determinare l’affaticamento serale e va riconosciuta la necessità di ulteriori studi. Intanto, vige la vecchia buona regola: qualunque attività impegnativa per il cervello, che sia fatta su un tablet, su uno smartphone o su un ebook reader, andrebbe interrotta almeno un’ora prima della buonanotte. “E in ogni caso, consigliamo ancora di addormentarci con un buon libro cartaceo”, conclude Peverini.

Forse chattare e navigare sotto le lenzuola non causerà l’insonnia, come suggerisce uno studio canadese sul Journal of Sleep Research. Ma attenzione a non sottovalutare l’affaticamento visivo
di Tiziana Moriconi

Share this article

Copyright © 2019 DAHZ All Rights Reserved. Officine Del Fitness.