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Matrix System e difesa personale: Il maestro Massimiliano Piaggesi

Si tratta di eventi che ci auguriamo non accadano a nessuno, ma la cronaca insegna che le donne che avrebbero bisogno di difendersi dagli aggressori sono sempre più numerose. Abbiamo ritenuto utile pertanto farci dare alcuni preziosi consigli da chi, ogni giorno, insegna alle donne a difendersi da sole. Ci risponde Massimiliano Piaggesi, insegnante di Difesa Personale presso la palestra Total Fitness, responsabile dell’organizzazione Authentic Wing Tsun Academy (AWTA) per San Lorenzo e collaboratore dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) di Roma che si occupa da anni di violenza sulle donne e stalking (molestia insistente). Massimiliano, qual’è la prima cosa che fai all’inizio di un corso di difesa personale? Prima di tutto chiedo ai miei allievi/e è: ‘Perché sei qui? Cosa significa per te sapersi difendere?’ Ma le risposte spesso non sono chiare: molti dicono di essere interessati alle arti marziali, le donne rispondono sempre che lo fanno per sentirsi più sicure. Quello che dico sempre loro, è che sapersi difendere, prima di tutto, significa acquisire una capacità di valutazione di una determinata situazione e del rischio che ne può conseguire, non c’è tecnica di nessuna arte marziale che funzioni se si perde il controllo della propria mente e del proprio corpo in una situazione difficile da gestire come può essere un’aggressione. Quali sono le regole di base per la difesa personale, quelle che dovrebbe seguire anche chi non ha la possibilità di frequentare un corso di difesa personale?Durante le mie lezioni cerco di far sviluppare la capacità di capire chi si ha davanti, di non dare per scontato che non possa essere un aggressore(quindi togliersi dalla testa il classico pensiero femminile ‘deve succedere proprio a me?’), di evitare orari e situazioni a rischio quando si cammina da soli per strada, di non fidarsi mai della persona che abbiamo davanti, di difendersi solamente quando la propria vita o il proprio corpo sono in serio pericolo, e non per un portafogli. Di tenere un atteggiamento mentale e posturale sicurodavanti ad un’aggressione e non disegnarsi da soli un atteggiamento da vittima che non farebbe altro che irritare l’aggressore. Se ci si rende conto che la situazione non può essere arginabile con il dialogo o con la consegna di un portafogli e non riusciamo a difenderci fisicamente, bisogna gridare, non ‘aiuto’, ma ‘al fuoco’, perché le statistiche affermano che quando si grida al fuoco tutti si sentono coinvolti perché viene messa in discussione la loro stessa sicurezza. Si deve far capire al nostro aggressore che si è disposti ad andargli incontro, ma non di cedere totalmentea tutte le loro richieste (‘se sono i soldi che vuoi mi sta bene, se è qualcos’altro, sono disposto/a a lottare per questo’). Mantenere un tono di voce basso e sicuro (metodo utilizzato dagli addestratori di cani), cercando di ‘sintonizzarsi’ con lo stato d’animo e il linguaggio della persona che abbiamo davanti, assumere degli atteggiamenti corporei che sprigionino sicurezza, perché l’esperienza nel campo insegna che l’aggressore molto spesso sceglie la sua vittima anche solo dal modo di camminare. Una donna può realmente difendersi da un aggressore seguendo queste regole? La verità è che le capacità sopra descritte devono essere allenate mediante dei corsi specifici e associate a dei principi di difesa personale strettamente fisici, sarei un ipocrita e non un professionista nel campo se affermassi che solamente adottando questi atteggiamenti si può scampare da un’aggressione. I consigli che ho dato servono a far in modo che si possa evitare di trovarsi in una situazione spiacevole, ma se questa poi ha ugualmente luogo è ovvio che c’è la necessità di conoscere e saper mettere in pratica dei principi di difesa personale prettamente fisici. Da anni cerco di spiegare alle donne poco fiduciose che potrebbero acquisire queste capacità con la pratica costante di un’arte marziale, quale può essere per esempio il Wing Tsun, che insegno da anni e che è l’unica disciplina marziale ideata da una donna. E’ capitato ad una qualche allieva di trovarsi in condizione di doversi difendere? se si, com’è andata? Molte delle mie allieve anche con pochi mesi di pratica sono riuscite ad avere la meglio su uomini fisicamente molto più forti di loro, perché la strategia e la tecnica bypassano la forza fisica del nostro aggressore, che anzi diventa un’arma da ritorcergli contro. Bisognerebbe mettersi in discussione, e frequentare un corso in una palestra, perché se si aspetta di sapersi difendere per la prima volta per strada, si potrebbe non esserne pronti.

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Fonte
mollyties.com

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